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Descrizione
È come se la vita attivasse la funzione snooze e si dimenticasse di spegnerla. Tutto è uguale: girando secondo uno schema circolare familiare, i pensieri sono più forti delle sirene e la tua bocca è chiusa. Da dentro c'è un rimbombo, fuori c'è il silenzio, adatto agli adulti che dovrebbero già sapere dove andare.
Ogni respiro è come un tentativo di raddrizzare il petto, nel quale è stata accidentalmente spinta un'intera città. Milan, amore, non riuscivo a capire cosa sia più difficile. Vorrei staccarmi, ma invece di partire c'è solo una mano fuori dal finestrino e il vento, che disegna il battito cardiaco, quasi vivo.
E poi, come al solito, c'è la festa dell'universo, dove tutti fingono di divertirsi. Meno forza, più ironia, e solo un'onesta confessione da qualche parte dentro: sì, è dura, ma questa è la vita, tutta vita.
Regia: Amedeo Zancanella
Direttore Creativo: Tommaso Bordonaro
Produttore esecutivo: Matteo Stefani
Direttore della fotografia: Filippo Delzanno
1° d.C. / Produttore: Pier Francesco Cari
Produttore: Jessica Cavallo
Assistente alla produzione: Gaia Corteggiano, Irene Caffaro
Maestro: Jacopo Lamperti
Manico: Leonardo Caffa.
1° AC: Fabio Aquilanti
2° AC: Jacopo Graziano
Stilista di Ollie: Lorenzo Oddo
Truccatrice: Ludovica Quattrocchi
Curatore: Amedeo Zancanella, Alessandro Maiorano
Colorista: Enrico Valoti
Direttore Casting: Roberto Iannibelli, SQ Kids
Corridore: Giuseppe Scornavacche, Mattia Sedani
Il doppio trucco di Ollie: Gabriele di Girolamo
Video dietro le quinte: Kali Yuga
Amministrazione: Agnese Incurvati, Caterina Brignoli.
MGMT: Metatron S.r.l.
Testo e traduzione
Originale
Nuo' viaggio, nuo' mondo, vai che siamo soli.
E non vado fino in fondo nelle cose da un po'.
Come un palombaro che faccio tutto a caso, un po' ci riesco, un po' no.
Che maleducato, maledetto me che lascio caos dove metto le mani.
Come gli americani, gli incendi e gli uragani. Volevo questa vita che però non sento mia.
Mi sento un elefante dentro una cristalleria.
Alzo il volume della radio, abbasso il finestrino e cambio l'aria.
La mano controvento fa un elettrocardiogramma. Che detto proprio chiaro, ho il timore che sia piatto.
A me, che cerco un segno dentro al fondo di un caffè.
Che perdo tempo a stare al mondo senza un perché.
Che manderei tutto a puttane ma non ci riesco. Ci metto tutto me stesso.
Ma giro attorno a sta rotonda da mezz'ora.
E sto in silenzio anche se penso a squarciagola.
Ma quelli come me fanno finta.
Che non sia dura, non sia in salita, che sia tutta vita.
Oh, sai ci vuole coraggio a buttarsi in amore.
Dove fare silenzio è a suo modo un rumore. Cerco trucchi e codici, però non ne usciamo.
Siamo un paio di forbici, uniti separiamo. E mi sa che non respiro fino in fondo da un po'.
Boh, sarà che ti amo o lo smog di Milano. E mi sei piovuta addosso senza mane però.
Boh, sarà stato un caso o il cambiamento climatico.
A me, che cerco un segno dentro al fondo di un caffè. Ci metto tutto me stesso.
Ma giro attorno a sta rotonda da mezz'ora.
E sto in silenzio anche se penso a squarciagola.
Ma quelli come me fanno finta.
Che non sia dura, non sia in salita, che sia tutta vita.
Questa gente-
Menoforti di ieri, più forti domani. Al contrario, al contrario. Vabbè, insomma, sempre così.
E anche se dentro a me c'è questa baraonda.
Qui c'è un silenzio che mi rida a squarciagola.
Che quelli come me fanno finta.
Che non sia dura, non sia in salita, che sia tutta vita.