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Descrizione
L'amore è come cercare di riparare un vecchio mangianastri: scricchiola, rimbomba, eppure entrambi continuate a girare ostinatamente la cassetta perché la melodia vi piace ancora. Le parole escono calde, poi diventano scuse, poi di nuovo battute a denti stretti. È un misto di irritazione e tenerezza, come se si desse un pugno al muro e poi vi si appoggiasse la fronte per rinfrescarla. Tutto sembra sbagliato: litigi, gelosia, frasi a mezza voce. Ma proprio in questo caos c'è la vita vera, con le mani sporche e i pensieri confusi. Non si imparano le notizie, ma le scritte sui muri, lasciate da chi non sapeva nemmeno lui come amare correttamente. E forse è proprio questo il bello, nell'incapacità, nel fatto che dopo ogni urlo si voglia comunque restare.
Testo e traduzione
Originale
Ti chiedo scusa, quando ho paura blatero cose, alzo la voce.
Sfogati pure, dammi uno schiaffo, spaccami il naso e baciami in fronte.
E hai ragione, so che non è razionale, faccio ancora un po' fatica.
Dopo tutto sono certo sia normale, avendo sempre fatto finta.
Che non conta con chi dormi, se ti giri e chiudi gli occhi, se alla fine tanto sogni.
Che non conta con chi parli, se nel mentre scarabocchi, se alla fine non ascolti.
Che non conta con chi scopi, se le luci sono spente, se alla fine tanto godi e poi c'è il vuoto come sempre. Ma forse a volte sbaglio.
Ma chi l'ha detto?
Ma chi l'ha detto?
Oh, ma chi l'ha detto che la gente come noi non ha mai niente da rimpiangere?
Noi che impariamo meno dai telegiornali che dai muri nelle strade.
Perché conta con chi piangi, con chi dormi e con chi parli, se sai già che sarà sveglio fino a tardi ad aspettarti.
So che non puoi sopportarmi, ma noi non siamo come gli altri.
Eee, dimmelo in faccia, dimmelo chiaro, dimmelo e basta o dillo alla luna.
Oh, ma quante parole, falla finita che mi fai fare brutta figura.
E hai ragione, non ha senso litigare, sto provando ad imparare, faccio ancora un po' fatica.
Dopo tutto sono certo sia normale, un po' mi devo abituare a condividere la vita.
Ma chi l'ha detto che la gente come noi non ha mai niente da rimpiangere?
Noi che impariamo meno dai telegiornali che dai muri nelle strade.
Perché conta con chi piangi, con chi dormi e con chi parli, se sai già che sarà sveglio fino a tardi ad aspettarti.
So che non puoi sopportarmi, ma noi non siamo come gli altri.
Mmm ti chiedo scusa, lì nei tuoi occhi ci sono tutti i miei scarabocchi.