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Descrizione
È stato trovato un vecchio quaderno ingiallito, con la copertina leggermente sgualcita e la traccia di una tazza di caffè. Tra le scartoffie quotidiane, si nasconde improvvisamente un pezzo di passato, dove ogni riga profuma di colpa e tenerezza. Leggi e sembra di ripercorrere di nuovo quella stessa tromba delle scale dove ancora risuonavano litigi, risate e un inappropriato "scusa". È buffo, ma anche una pizza congelata in freezer sembra improvvisamente una testimonianza vivente di un amore che sembra stanco di aspettare. Nell'aria c'è un silenzio appiccicoso come la notte d'agosto su Milano: né vento, né stelle, solo il respiro del rimpianto. Tutto è rimasto al suo posto: il beauty case, i gatti, l'eco delle parole non dette. E da qualche parte tra ciò che era e ciò che non si può più recuperare, risuona una confessione imbarazzante, tardiva, ma onesta. Sembra proprio così il momento in cui l'orgoglio perde contro il cuore. Regista: Giulio Rosati Produttore esecutivo: Matteo Stefani Direttore della fotografia: Enrico Valoti Produttore di linea: Andrea Vetralla Produttore: Irene Simoncini Coordinatore di produzione: Gaia Cortegiano Assistenti alla produzione: Valentina Bertoluzzi, Mirko Parrini, Erika Ungari, Valeria Virgili 1° AC: Fabio Cazzato 2° AC: Greta Semenzato Master: Filippo Ficozzi Elettricista: Andrea Compagnino Direttore creativo: Tommaso Bordonaro Montatore: Jacopo Ticci Colorista: Enrico Valoti Stilista: Lorenzo Oddo Assistente stilista: Paolo Sbaraglia Truccatore: Gaia Dell'Aquila Scenografo: Irene Barcarolo, Giacomo Brogini Assistente scenografo: Pietro Mazza Amministrazione: Agnese Incurvati, Caterina Brignoli. Agenzia di casting: SQ Kids Servizio: Video design
Testo e traduzione
Originale
Hai rovinato tutto, Giulia.
Giravo per casa.
Ho trovato il tuo diario.
Nascosto tra mille scartoffie.
E pur sapendo che è sbagliato, con una mano l'ho sfogliato e ho letto tutto ad alta voce.
È scritto nero su bianco.
Non c'è nemmeno un colore.
E ho visto che hai scritto piangere, ma fuori dal margine, così ha meno valore.
E dici che a noi non serve l'ascensore per stare stretti a far l'amore o litigare nelle scale per dare un eco alle parole.
E scrivi che non hai bisogno di conferme, che a te non servono le stelle.
Perché nel buio più assoluto, senza alcun riferimento, ti fideresti ciecamente.
Ma te ne vai.
Mi dà fastidio perché so che c'hai ragione.
E le tue amiche ora mi danno nel coglione, ma già.
C'è ancora la tua pizza nel congelatore.
Sì, ti ho tradita, tradita per amore.
E c'è qualcosa di strano nell'aria stasera, come ad agosto a Milano.
Lo stesso silenzio che c'è qua sopra il divano.
Qui è ancora tutto come l'hai lasciato, i tuoi trucchi sparsi in bagno.
E ora che sono sotto casa con le mani in mano, siamo rimasti solo io, due gatti e il portinaio.
Mi sento come una stazione senza un bacio, una canzone senza radio. E a volte dormo ancora dal tuo lato.
E dici che a noi non serve far l'amore. Ma perché? Per stare stretti in ascensore.
Perché ormai non ci sopportiamo.
Abbiam finito le parole.
E scrivi che ora ti servono conferme, che a te non bastano le stelle.
Perché in 'sto buio più assoluto, senza alcun riferimento, non puoi fidarti ciecamente. E te ne vai.
Mi dà fastidio perché so che c'hai ragione.
E le tue amiche ora mi danno nel coglione, ma già.
C'è ancora la tua pizza nel congelatore.
Sì, ti ho tradita. Sì, ti ho tradita.
E guardami, non te ne andare, dai guardami.
Ti sto parlando, ma non mi vuoi ascoltare.
Vara male, ma guardami, guardami. Se te ne vai conta i passi e poi sparami.
Ti sto parlando, ma non ne vuoi sapere.
Perché ti ho tradita.
Tradita per amore.