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Descrizione
È divertente come tutto sia diventato "da grandi" così velocemente. Carte, diplomi, grafici... ma quando si vive? Come se qualcuno avesse distribuito una sceneggiatura intitolata "responsabilità" e avesse dimenticato di avvertire che non si trattava di una prova. Da ogni parte sussurrano, come se fosse giusto, che "così si deve", e anche se non hai più vent'anni, ti solletica ancora l'idea di scappare. Almeno in Bolivia, senza Wi-Fi e orari. C'è in questa canzone un senso di nostalgia per il vero sé, non spremuto, non automatico, non in fuga verso la stabilità. Ridere attraverso la stanchezza, un sogno nascosto sotto uno strato di ironia. E sembra che nessuno ti impedisca di iniziare semplicemente a vivere, ma comunque, per qualche motivo, aspetti il lunedì giusto. Regista: Giulio Rosati Produttore esecutivo: Matteo Stefani Direttore della fotografia: Enrico Valoti Produttore di linea: Andrea Vetralla Produttore: Irene Simoncini Coordinatore di produzione: Gaia Cortegiano Assistenti alla produzione: Valentina Bertoluzzi, Mirko Parrini, Erika Ungari, Valeria Virgili 1° AC: Fabio Cazzato 2° AC: Greta Semenzato Master: Filippo Ficozzi Elettricista: Andrea Compagnino Direttore creativo: Tommaso Bordonaro Montatore: Jacopo Ticci Colorista: Enrico Valoti Stilista: Lorenzo Oddo Assistente stilista: Paolo Sbaraglia Truccatore: Gaia Dell'Aquila Scenografo: Irene Barcarolo, Giacomo Brogini Assistente scenografo: Pietro Mazza Amministrazione: Agnese Incurvati, Caterina Brignoli. Agenzia di casting: SQ Kids Servizio: Video design
Testo e traduzione
Originale
E pensarci mi fa strano.
Siamo diventati grandi come piante di papaveri, senza tempo per le chiacchiere.
Da benvenuto a vattene in un battito di palpebre.
Siamo cresciuti in fretta come figli e genitori, come moltiplicazioni e i cantieri del Giappone.
Perché ad ogni scelta presa, messa nel bagaglio pesa.
Ironia della sorte, non c'è sempre spazio in stiva. E ora che c'è la laurea, un lavoro, aspetto ancora di vivere.
Sembri già più di là che di qua e non ci sta la tua età.
E a furia di fai così, fai cosà, ce l'hanno fatto credere.
Però ti immagini se, ma te lo immagini se. . .
Ma te lo immagini se, se da domani mattina mi prende la briga che pensa a me, che qua mi parlano tutti, è roba da matti, ma tanto se mi va, mi sa che scappo in Bolivia, lascio tutto e prendo quello che arriva.
Ma se, se da domani davvero vi saluto e vado via.
E pensarci mi fa strano.
Siamo diventati saturi, dando colpa ai discografici, senza tempo per andarcene.
A scrivere per indole, a colorare un carcere.
Siamo cresciuti in gabbia come zebre e alligatori, con le giuste spiegazioni solo dentro alle canzoni.
Perché quando si fa sera e la testa pensa e pesa, l'ironia si nasconde dietro ad ansia e nostalgia.
E ora che c'ho la laurea, un lavoro, aspetto ancora di vivere.
Sembro già più di là che di qua e non ci sta la mia età.
E a furia di fai così, fai cosà, ce l'hanno fatto credere.
Però ti immagini se, ma te lo immagini se. . .
Ma te lo immagini se, se da domani mattina mi prende la briga che pensa a me, che qua mi parlano tutti, è roba da matti, ma tanto se mi va, mi sa che scappo in Bolivia, lascio tutto e prendo quello che arriva.
Ma se, se da domani davvero vi saluto e vado via.