Altri brani di Sebastian Yatra
Altri brani di HUMBE
Descrizione
Produttore, cantante: Sebastián Yatra
Cantante: Humbe
Ingegnere del suono, produttore, compositore Paroliere: Nicolas De La Espriella
Ingegnere di missaggio, Ingegnere di mastering: Lewis Pickett
Ingegnere di mastering: Tom Norris
Ingegnere del suono: Daniel Uribe
Ingegnere del suono: Humberto Rodriguez
A&R: Aldo Gonzalez
Coordinatore Ae R: Santiago Acebal
E amministratore delegato: Rodolfo Ramos
Compositore Paroliere: Sebastián Obando Giraldo
Paroliere compositore: Humberto Rodriguez Terrazas
Compositore Paroliere: Emiliano Rodriguez Terrazas
Testo e traduzione
Originale
Y en el grande templo de Pisea siento tu frescura, y es que ni siquiera un té de coca me alivia la altura.
Un trébol con sus cuatro ranuras, mi día de suerte, ya que el sol me tenía abandonado y volvió para verte.
Sigilosa baja de puntitas como una pantera, mi camisa te luce gigante y hermosa te queda.
Te la pasas subiendo y bajando por la escalera, como de niña va modelando en su pasarela.
Algo que me fascina, llama de cafeína.
Tu silueta a contraluz me llama, me carga.
Pétalos en la orilla, iniciales con la tiza.
Tu nombre en mi corazón se graba, me sana.
Luces como fuegos en el cielo, polvorando allá a lo lejos, como escándalo de nieve, la nostalgia que me da saber que el tiempo anda.
Sigilosa baja de puntitas como una pantera, mi camisa te luce gigante y hermosa te queda.
Te la pasas subiendo y bajando por la escalera, como de niña va modelando en su pasarela.
Algo que me fascina, llama de cafeína.
Tu silueta a contraluz me llama, me recarga.
Pétalos en la orilla, iniciales con la tiza.
Tu nombre en mi corazón se graba, me sana.
Y en el grande templo de Pisea siento tu frescura, y es que ni siquiera un té de coca me alivia la altura.
Mi trébol de cuatro ranuras, mi día de suerte, ya que el sol de estar desorientado regresó, regresó para verte.
Traduzione italiana
E nel grande tempio di Pisa sento la tua freschezza, e nemmeno una tisana di coca allevia la mia altitudine.
Un trifoglio con le sue quattro fessure, il mio giorno fortunato, poiché il sole mi aveva abbandonato ed era tornato a vederti.
Furtiva, in punta di piedi come una pantera, la mia maglietta ti sta benissimo e ti sta benissimo.
Passi il tempo salendo e scendendo le scale, come se da bambino sfilassi in passerella.
Qualcosa che mi affascina si chiama caffeina.
La tua sagoma in controluce mi chiama, mi carica.
Petali sul bordo, iniziali in gesso.
Il tuo nome è registrato nel mio cuore, mi guarisce.
Luci come fuochi nel cielo, spolvero lì in lontananza, come uno scandalo di neve, la nostalgia che mi dà sapere che il tempo si muove.
Furtiva, in punta di piedi come una pantera, la mia maglietta ti sta benissimo e ti sta benissimo.
Passi il tempo salendo e scendendo le scale, come se da bambino sfilassi in passerella.
Qualcosa che mi affascina si chiama caffeina.
La tua silhouette in controluce mi chiama, mi ricarica.
Petali sul bordo, iniziali in gesso.
Il tuo nome è registrato nel mio cuore, mi guarisce.
E nel grande tempio di Pisa sento la tua freschezza, e nemmeno una tisana di coca allevia la mia altitudine.
Il mio quadrifoglio, il mio giorno fortunato, da quando è tornato il sole del disorientamento, è tornato a vederti.