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Copertina del brano Ferma A Guardare

Ferma A Guardare

3:33trappola italiana Album Gemelli 2021-01-19

Altri brani di Ernia

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Descrizione

L'amore è come un dolce disastro naturale: all'inizio sembra che si possa semplicemente stare a guardare, non bagnarsi, aspettare che passi. Ma poi, all'improvviso, occhi del colore del cielo di mezzanotte, passi sulle scale, e tutto era già annegato. I suoni qui sono come fatti di dubbi e colpa, tremano leggermente, come dal freddo, ma non lasciano andare. Ogni parola profuma di asfalto bagnato a Navigli e di vino non finito, quello stesso vino quando le conversazioni sull'"amore" suonano quasi come un brindisi e quelle sul "futuro" come uno scherzo. Tra la riservatezza e la franchezza c'è un'aria sottile in cui rimangono scuse, baci e la stupida speranza che la prossima volta andrà diversamente.

Testo e traduzione

Originale

Vai. Io che non ho mai avuto una donna per un po'.

Ho sempre tenuto le relazioni distanti.

Vogliono tutte prender qualcosa che non ho.

Non ci si lega alle persone quando si è grandi.

Dopo arrivi tu e nei tuoi occhi blu e trovo la paura che ho di innamorarmi.

Tiro su una nube fatta dalle scuse che mi invento solo per non avvicinarmi.

Sotto il tuo portone tu m'hai chiesto se ci sto a salire ed era solo il primo appuntamento.

Nello stesso punto dopo mesi io ti do dispiacere e tu mi stai mandando via dicendo:

Non mi fare mai più del male.

Ora non voglio più parlare perché non so restare fermo a guardare te che scendi giù dalle scale e te ne vai.

In un monolocale sui Navigli in quaranta metri mi hai chiesto credi all'amore, se avessi dei desideri, che pensassi del futuro e se avessi amici veri. Ubriaca ma riempivi entrambi i nostri pensieri.

Se ti muovi c'hai qualcosa come nessuna tipa.

E io ho delle verità che non vuoi che ti dica. Se tornassi indietro sai che non ti avrei mai ferita.

Avrei comprato degli anelli per riempirti le dita. Poi lo facevamo forte, in piedi sulle porte.

Dici: "Non ti fermare".

Però io guardo le altre e so che d'altra parte non lo puoi perdonare.

Sotto il tuo portone tu m'hai chiesto se ci sto a salire ed era solo il primo appuntamento.

Nello stesso punto dopo mesi io ti do dispiacere e tu mi stai mandando via dicendo.

Non mi fare mai più del male.

Ora non voglio più parlare perché non so restare fermo a guardare te che scendi giù dalle scale e te ne vai.

Te l'avrò detto già tremila volte, se servirà te lo dirò di più.

Ti penso pure quando sto alle poste, spedisco lettere ai tuoi occhi blu.

E non lo so se mi farai rientrare, c'ho i fiori in mano e sono in imbarazzo.

Tu ridi e resti lì ferma a guardare quanto sei bella, cazzo.

Non mi fare mai più del male.

Ora non voglio più parlare perché non so restare fermo a guardare te che scendi giù dalle scale e te ne vai.

Te ne vai.

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