Altri brani di Ernia
Descrizione
Il ricordo di qualcuno è freddo non perché il tempo l'ha raffreddato, ma perché fin dall'inizio non c'era calore. Frasi raffreddate, pensieri non detti, chiamate a cui nessuno ha risposto, tutto si è fuso in un dialogo senza suono che si è prolungato come un'eco. Non è offesa, non è pietà, ma piuttosto stanchezza per aver cercato di rianimare ciò che è morto per il silenzio. La melodia si muove, come tra un respiro e l'altro, con cautela ma con un'intima sofferenza. In ogni parola si sente il desiderio di capire perché il dolore diventa un'abitudine e perché il silenzio suona più forte di qualsiasi spiegazione. L'amore qui non è una ferita, ma una recidiva: torna, solletica vecchie cicatrici, e se ne va di nuovo, lasciando dietro di sé un rimbombo di vuoto, simile allo scricchiolio del ghiaccio sotto i piedi.
Testo e traduzione
Originale
È così gelido il ricordo nel quale ti confino
Perché gelido era il solo tuo tratto distintivo
E in ogni ultima fase, hai dato il meglio per esserlo
Specie quando era chiaro che per questo soffrivo
Pregavo muovi la mandibola, dì una parola piccola
Guarda che ti manipola, senza dire una sillaba
Dimmi cosa succede o mollami che ti costa?
Ma usciamo senza parlarci, messaggi senza risposta
E se nel tempo ho avuto sentimenti ostili
Per l'amore che prometti e di cui subito mi privi
Una storia finisce per i più vari motivi
Tu i nostri non li hai capiti e per questo ancora mi scrivi
Come stai? E come sto?
Ci pensi mai? Rispondo no
Mi chiedevo se ora tu stessi bene
E se chiamerai risponderò, come sai e come so e non ne vale la pena
Che non è amore se mi ingorghi le vene
Cerco parole e ci riempio
Il vuoto che lasci te, in fondo il male cos'è
È ciò che sai fare meglio
Sicuro meglio di me
Qualcosa che non c'è più
Ma che rumore fa?
Come sto e tu come stai?
Non risponderò
Io l'ho imparato col tempo
Il tuo gioco del silenzio
Non dire niente parlami, spiegati che capisca
Almeno litighiamo che sto silenzio finisca
Capisco l'esser confusa
Capisco l'essere giovani
Però da un giorno all'altro non so come fai a rimuovermi
Eri bella e poi lei no, ora sei un dubbio che non ho
Dopo anni di domande voglio stare dove so
Tu non sei neanche cattiva quindi non capisco i fini
Mi hai reso una marionetta finché non ho visto i fili
E mi hai incolpato un po' di tutti i tuoi problemi
Prima la tua malattia e poi il funerale di Kevin
Io che mi scuso pure sperando che questo allevi
Per qualcosa di cui non ho colpa e a cui non ho rimedi
Come stai? E come sto?
Ci pensi mai? Rispondo no
Mi chiedevo se ora tu stessi bene
E se chiamerai risponderò, come sai e come so e non ne vale la pena
Che non è amore se mi ingorghi le vene
Cerco parole e ci riempio
Il vuoto che lasci te, in fondo il male cos'è
È ciò che sai fare meglio
Sicuro meglio di me
Qualcosa che non c'è più
Ma che rumore fa?
Come sto e tu come stai?
Non risponderò
Io l'ho imparato col tempo
Il tuo gioco del silenzio
Per descrivere il silenzio non ho frasi corrette
Mi hai fatto stringere lo stomaco però dalle orecchie
Ero piccolo e ingenuo mi hai controllato l'umore
Tu sei un ricordo ed i ricordi non san fare rumore
Ma scrivi