Altri brani di Capo Plaza
Descrizione
Produttore: AVA
Programmazione: AVA
Voce: Capo Plaza
Produttore: MARRAMVSIC
Programmazione: MARRAMVSIC
Compositore: AVA
Paroliere: Luca D'Orso
Compositore: MARRAMVSIC
Testo e traduzione
Originale
Uno nove nove otto. Quando nasco, mamma dal letto vedeva lo stadio.
Le tre di notte, qual è il mio nome? Diverso da quello che mo' senti in radio. Ero solo
Luca, uno come un altro e non mi credevi che poi l'avrei fatto.
Più soldi col rap, le collane d'oro, a solo vent'anni ne ho fatto un lavoro.
E più soldi facevo e poi mi sentivo da solo anche dentro un privé, dentro un McLaren coi vetri fumé, lontano dal mondo, lontano da me.
Non c'era nessuno, proprio nessuno, ma tutti i singoli al numero uno.
"Non fare cazzate che sarai qualcuno", mi diceva Pasta e non fra' che ho perduto. La vita è strana.
Come posso riuscire a dormire se 'sta vita è un sogno?
Non so che cosa rincorro, quello che ottengo nemmeno lo voglio e quello che voglio nemmeno lo ottengo. Son
Frecciarossa Milano-Salerno solo per dirti che, solo per dirti che. . .
Ho detto ciò che avrei fatto e dopo sono stato tutto ciò che ho detto.
Da piazza a plaza, da casa alla cala e nell'armadio ho più di uno scheletro.
Vedo quello che non vedono e tra amore e odio una sottile linea.
Uno nove nove otto e sì, quel ragazzino ancora mi assomiglia. Non sai che vuol dire avere il mondo sulle spalle.
Do sempre più risposte, ma c'ho ancora più domande. Cosa ho?
Ho solo sessantaquattro barre. Cosa ho? Ho solo sessantaquattro barre.
Ce, ce, ce, ce, ce, ce. T-t-ti do barre sessantaquattro, all'ultimo prezzo non ho chiesto quanto.
All'ultimo disco di platini quattro, io tutto m'anticipo o lo anticipiamo.
Quello che dici nei pezzi l'ho fatto, quello che i soldi non fanno l'ho fatto.
Metto più soldi sotto al materasso, così dorme meglio la Gaia al mio fianco.
E i miei traumi li guardo dall'alto ed il mio ego vuole nuove altezze.
Amore, non parlarmi di quello che è stato, mi hai chiesto di meglio, meglio non è stato.
Milano-Salerno in aereo privato, un viaggio all'inferno ma di sola andata.
E sai cosa ho vinto, ma no che ho provato, ma sono sicuro che non vuoi provarlo, no.
Senza un futuro son sopravvissuto tra la rabbia e la noia, sopravvissuta una troia alla fortuna che gira, che gira, poi ride, ti guarda e ti ignora.
Ho fatto prima i palazzi, dopo i palazzetti.
Mentre facevi vent'anni io facevo venti.
Dio, perdonami, perdonali, siam tutti peccatori.
Ho sessantaquattro barre, tu sessantaquattro fori.
Fuori sessantaquattro gradi, son sessantaquattro fuori. Sono sessantaquattro a scacchi, ma con una mossa muori.
E baby look, e guarda adesso il marcio come avanza.
Una troia resta troia ed un infame infame è e basta. Sto ancora mirando al top dopo anni che mi frega.
Camerieri, altro champagne, fumo e c'ho la gola secca.
Corro su Laguna Seca, continuo a dirti che è a posto, ma shopping da Bottega, ma non mi passa il rimorso.
Ah, sono leoni da tastiera, il rap gli ha dato alla testa e manco sanno farlo bene.
C'è il veleno per la strada e c'è veleno nelle vene.
Come un cecchino senallerz può finire male o bene. Non lo so, ma so bene tutto quello che ho passato.
L'ipocrisia non mi piace, per questo a loro non piaccio.
Mentalità da hustle, ma mimica da hustle. Gioco il mio asso, all-in mi prendo il piatto.
Designer sui miei piedi, fa prezioso ogni mio passo. Sedili sporco, il mezzo ovviamente opaco.
Tolto i fake dalla mia cerchia, adesso sono più inquadrato.
Ah, ah, adesso sono più incazzati. Ho fatte sessantaquattro, ne vuoi altre sessantaquattro?
Chiama Red, il cachet va raddoppiato. Non sai che vuol dire avere il mondo sulle spalle.
Do sempre più risposte, ma c'ho ancora più domande. Cosa ho?
Ho solo sessantaquattro barre. Cosa ho? Ho solo sessantaquattro barre.
Non sai che vuol dire avere il mondo sulle spalle. Do sempre più risposte, ma c'ho ancora più domande.
Cosa ho? Ho solo sessantaquattro barre. Cosa ho? Ho solo sessantaquattro barre.
Cosa ho?