Altri brani di Melendi
Descrizione
Produttore: Jose Castro
Scrittore: Ramón Melendi Espina
Testo e traduzione
Originale
Somos la cruz que destroza el planeta,
La cara B de un CD universal.
Tranquimacín mezclado con Anfetas,
Somos un cóctel mortal.
Somos el pasto de cajas de pino,
Somos el tren que dejamos pasar.
Un tres por cuatro de ritmo cansino,
Pero capaces de amar.
Y ellos no saben lo que dicen,
Y otros no dicen lo que saben,
No lo dicen no.
Somos dos polos, cuatro estaciones
Somos la repercusion de, nuestras acciones.
Somos Romeos y Julietas
Somos el Sol con su arén de nueve planetas.
Somos reyes, somos gitanos
Por morder una manzana
A veces hasta gusanos.
Somos fuentes de calor y de energia
Somos por lo general, mas ladron que policía.
Somos el pan nuestro de cada día,
Una costilla, un bocado de Adán.
Somos soldados en primera línea,
Somos solo soledad.
Y ellos no saben lo que dicen,
Y otros no dicen lo que saben,
No lo dicen no.
Somos dos polos, cuatro estaciones
Somos la repercusion de, nuestras acciones.
Somos Romeos y Julietas
Somos el Sol con su arén de nueve planetas.
Somos reyes, somos gitanos
Por morder una manzana
A veces hasta gusanos.
Somos fuentes de calor y de energia
Somos por lo general, mas ladron que policía.
Somos una enfermedad de la que no se sabe cura.
Somos virus que estornudan y estudian Literatura.
Los hay listos, pero pocos,
Hay más tontos que orgullosos.
Sin saber que desde arriba, nos miran como piojos.
Somos una casa en ruinas somos dos pies y dos manos.
No sabemos que queremos, y aún así, reivindicamos.
Somos carne de cañón y adrenalina.
Una rza que es capaz de creerse sus mentiras.
Somos de lo que no hay en el Universo.
Somos una poesía con pasión pero sin beso.
Somos como corderitos persiguiendo religiones.
Sin saber que la verdad se encuentra en nuestros corazones.
Somos esa luz que dicen que brilla al fondo de un túnel.
Vamos corriendo hacia ella y es cuando de ser, dejamos.
Traduzione italiana
Siamo la croce che distrugge il pianeta,
Il lato B di un CD universale.
Tranquimacín mescolato con Amphetas,
Siamo un cocktail mortale.
Siamo il pascolo delle cassette di pino,
Siamo il treno che lasciamo passare.
Un tre a quattro dal ritmo stanco,
Ma capace di amare.
E non sanno quello che dicono,
E gli altri non dicono quello che sanno,
Non dicono di no.
Siamo due poli, quattro stagioni
Siamo la conseguenza delle nostre azioni.
Siamo Romeo e Giulietta
Noi siamo il Sole con la sua schiera di nove pianeti.
Siamo re, siamo zingari
Per aver morso una mela
A volte anche i vermi.
Siamo fonti di calore ed energia
In genere siamo più ladri che poliziotti.
Siamo il nostro pane quotidiano,
Una costola, un morso di Adamo.
Siamo soldati in prima linea,
Siamo solo solitudine.
E non sanno quello che dicono,
E gli altri non dicono quello che sanno,
Non dicono di no.
Siamo due poli, quattro stagioni
Siamo la conseguenza delle nostre azioni.
Siamo Romeo e Giulietta
Noi siamo il Sole con la sua schiera di nove pianeti.
Siamo re, siamo zingari
Per aver morso una mela
A volte anche i vermi.
Siamo fonti di calore ed energia
In genere siamo più ladri che poliziotti.
Siamo una malattia per la quale non esiste una cura conosciuta.
Siamo virus che starnutiscono e studiano la Letteratura.
Ce ne sono di pronti, ma pochi,
Ci sono più sciocchi che orgogliosi.
Senza sapere che dall'alto ci guardano come pidocchi.
Siamo una casa in rovina, siamo due piedi e due mani.
Non sappiamo cosa vogliamo, eppure lo pretendiamo.
Siamo carne da cannone e adrenalina.
Una razza capace di credere alle sue bugie.
Noi siamo ciò che non esiste nell'Universo.
Siamo poesia con passione ma senza bacio.
Siamo come agnellini che inseguono le religioni.
Senza sapere che la verità si trova nei nostri cuori.
Noi siamo quella luce che si dice brilli in fondo a un tunnel.
Corriamo verso di esso ed è allora che ci fermiamo.