Altri brani di Melendi
Descrizione
Coro: Dani Reus
Basso: Jose Vera
Basso: José Vera
Chitarra, produttore: José de Castro
Percussioni: Luis Dulzaides
Batteria: Manu Rey
Coro: Marina Zapata
Voce solista: Melendi
Coro: Veronica Ferreiro
Arrangiatore: José de Castro
Compositore: Ramón Melendi Espina
Testo e traduzione
Originale
Era una chica descuidada, aunque ella siempre
Siempre iba arreglada
Descuido su corazón
No lo peinaba ni maquillaba
Siempre era ella la que se desnudaba
Prefirió sola que mal acompañada
Y casi sin querer dono su vida al dolor
Que le arranco la piel y acelero su reloj
Maldita vida loca
Maldita su boca que dijo no quererle mas
Y ahora le dicen loca, ¿dónde vas?
Cuando pasea sola con su pena
Y va diciendo que es una sirena
Una sirena que encalló en la barra de un bar
Y las arrugas que hoy le dibujan la frente
No son por los años
Pregunto, pero el seguro, del corazón
No cubre daños
Creo que la han visto por alguna cantina
Vendiendo rosas, pa' sacarse la espina
Llorando pregunto, ¿por qué? con rabia a un espejo
Lejos de contestar este le envió un cruel reflejo
Maldita vida loca
Maldita su boca que dijo no quererle mas
Y ahora le dicen loca, ¿dónde vas?
Cuando pasea sola con su pena
Y va diciendo que es una sirena
Una sirena que encalló en la barra de un bar
Maldita vida loca
Maldita su boca que dijo no quererle mas
Y ahora le dicen loca, ¿dónde vas?
Cuando pasea sola con su pena
Y va diciendo que es una sirena
Una sirena que encalló en la barra de un bar
Y aunque nadie sabe su nombre
Yo la llamo Soledad
Busca en el suelo pa' fumar
Colillas que se prenden con la llama de una vida
Que se apaga en el momento en que deja de arder
Ella será siempre de él
Traduzione italiana
Era una ragazza sbadata, anche se lo è sempre stata
Ero sempre vestito bene
Trascuro il tuo cuore
Non gli ho fatto i capelli né il trucco.
Era sempre lei quella che si spogliava
Preferiva stare da sola piuttosto che in cattiva compagnia
E quasi senza volerlo ha donato la sua vita al dolore.
Che gli strappo la pelle e accelero il suo orologio
vita dannatamente pazza
Accidenti alla sua bocca che diceva che non lo amava più
E adesso la chiamano pazza, dove vai?
Quando cammina da sola con il suo dolore
E dice che è una sirena
Una sirena che si incagliò sul bancone di un bar
E le rughe che oggi gli disegnano la fronte
Non sono a causa degli anni
Lo chiedo, ma l'assicurazione, dal cuore
Non copre i danni
Penso che l'abbiano vista in qualche cantina
Vendere rose, per liberarsi della spina
Piangendo mi chiedo, perché? con rabbia allo specchio
Lungi dal rispondere, questa gli suscitò una riflessione crudele.
vita dannatamente pazza
Accidenti alla sua bocca che diceva che non lo amava più
E adesso la chiamano pazza, dove vai?
Quando cammina da sola con il suo dolore
E dice che è una sirena
Una sirena che si incagliò sul bancone di un bar
vita dannatamente pazza
Accidenti alla sua bocca che diceva che non lo amava più
E adesso la chiamano pazza, dove vai?
Quando cammina da sola con il suo dolore
E dice che è una sirena
Una sirena che si incagliò sul bancone di un bar
E anche se nessuno conosce il suo nome
La chiamo Soledad
Cerca il terreno per fumare
Cicche che prendono fuoco con la fiamma di una vita
Si spegne nel momento in cui smette di bruciare
Lei sarà sempre sua