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Descrizione
Vihuela: Antonio Zepeda Rivera
Fisarmonica, cori: Braulio Ibarra Soneranes
Tromba: Mario Muñoz Cruz
Clarinetto: Edgar Erón Valenzuela Castro
Voce di sottofondo, fisarmonica: Juan Guadalupe Ontiveros Moroyoqui
Vihuela: Arnulfo Romero sombra
Bajo: Neftali Ozuna tucari
Clarinetto: Juan de Dios Ontiveros Molinares
Tromba: Francisco Javier Duarte Velarde
Ingegnere del suono, produttore: Antonio Zepeda
Ingegnere di registrazione, Ingegnere di mixaggio, Ingegnere di mastering: Alberto Medina
Ingegnere del suono: Abraham Eduardo Tapia García
Produttore esecutivo: Jorge Juárez
Produttore esecutivo: Oscar Armando Díaz de León
Paroliere compositore: Abelardo Flores
Testo e traduzione
Originale
Iba montado en su caballo, lo acompañaba su perro.
Se empinaba la botella, recordaba que en su encierro le informaron que en su casa, -casi a diario había un entierro.
-¿De verdad?
Nomás pensaba y pensaba, no se explicaba el asunto.
Otro trago se aventaba, regresaba al mismo punto.
¿Cómo es que había tanto entierro, si no había ningún difunto?
Apurando a su caballo con las espuelas de hierro.
Iba llegando al corral que estaba bajando el cerro.
No pudo ordeñar la vaca, porque se mamó el becerro.
Viejones. Saludos para todos, para toda la raza pinche dura. Ta' madre, compa Carín.
Échale, compa Tony.
Arriba Sonora, viejo.
Casi llegando a su rancho, Macario tomó un atajo.
Abrió la puerta de atrás, se puso verde del carajo.
Su mujer estaba arriba, su compadre estaba abajo.
Con el cuchillo en la mano sentía que le hervía la sangre.
Le cortó los dos al vato y al perro le quitó el hambre.
Y le dijo a su mujer: "Es todo tuyo, compadre".
Maldiciendo a su mujer, Macario se fue pa'l cerro.
Ventándosela al compadre, aquel que le puso el cuerno.
Supo que de los amigos, el mejor siempre es el perro.
Todo, compa Carín.
¿No, viejo? Oye, Amalia.
A ver ese pinche grito, pues, así como se burla, grite.
Traduzione italiana
Stava cavalcando il suo cavallo, il suo cane lo accompagnava.
Riempì la bottiglia, ricordando che durante la sua prigionia era stato informato che a casa sua si svolgeva un funerale quasi ogni giorno.
-Veramente?
Ho solo pensato e ripensato, la questione non è stata spiegata.
Fu lanciato un altro drink, tornando allo stesso punto.
Come mai c'erano così tante sepolture, se non c'era nessun defunto?
Affrettando il suo cavallo con speroni di ferro.
Stavo raggiungendo il recinto che scendeva dalla collina.
Non poteva mungere la mucca, perché allattava il vitello.
Vecchi. Un saluto a tutti, a tutta la gara fottutamente dura. Ta' madre, compa Carín.
Buttalo fuori, amico Tony.
Su, Sonora, amico.
Quasi raggiunto il suo ranch, Macario prese una scorciatoia.
Ha aperto la porta sul retro ed è diventato verde da morire.
Sua moglie era di sopra, il suo compagno era di sotto.
Con il coltello in mano si sentì ribollire il sangue.
Ha tagliato entrambi i ragazzi e ha portato via la fame del cane.
E disse a sua moglie: "È tutto tuo, amico".
Maledicendo la moglie, Macario partì per la collina.
Venderlo al compadre, quello che lo ha tradito.
Sapeva che tra gli amici il migliore è sempre il cane.
Tutto, amico Carín.
No, vecchio? Ehi, Amalia.
Vediamo quel dannato urlo, beh, proprio mentre prende in giro, ha urlato.