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Copertina del brano Faili Meçhul

Faili Meçhul

2:43hip hop turco, pop turco 2026-03-13

Altri brani di Ramiz

  1. Kıyamadım
  2. Peki Madem
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Descrizione

Paroliere del compositore: Ramiz Bayraktar

Produttore dello studio: Ramiz

Testo e traduzione

Originale

Sen kendini kurtar, gerisini boş ver.

Yaşamadım zaten, alışkınım ben.

Faili meçhul yaralarıma dokunma.

Ipucu bırakma, çıkmaz o izler. Sen kızma kendine, bütün mesele bende.

İnan gitti aklım, hiç değil yerinde.

Ah, yine yollar belirir gözümün önünde. Belki de suç bende.

Sen kendini üzme. Ne dediysem inkar ettin.

Hep kendimi ihmal ettim. Suçlusu benim, kabul ettim. Kendimi kendime ihbar ettim.

Varlığım bana ziyafetti. Çok yiyen hep ziyan etti. Hayat bir ufak ziyaretti.

Zaman her şeye ihanet etti. Beni anlamadın, hiç üzülme. Kalbim asker, alışık zulme.

Duygularım bir mermi gibi tepemde. Yaşarım, düşerim, sonum dik efendi.

Bir nefes ömrüm. Kaç kere yanıp kaç kere söndüm. Mezarıma önce dertleri gömdüm.

Yiyin helvamı, ben geri döndüm.

Sen kendini kurtar, gerisini boş ver.

Yaşamadım zaten, alışkınım ben.

Faili meçhul yaralarıma dokunma.

Ipucu bırakma, çıkmaz o izler.

Sen kızma kendine, bütün mesele bende.

İnan gitti aklım, hiç değil yerinde. Ah, yine yollar belirir gözümün önünde.

Belki de suç bende. Sen kendini üzme.

Traduzione italiana

Ti salvi te stesso, dimentica il resto.

Comunque non l'ho sperimentato, ci sono abituato.

Non toccare le mie ferite irrisolte.

Non lasciare indizi, quelle tracce condurranno a un vicolo cieco. Non arrabbiarti con te stesso, dipende tutto da me.

Credimi, la mia mente se n'è andata, non è affatto nel posto giusto.

Ah, le strade appaiono di nuovo davanti ai miei occhi. Forse è colpa mia.

Non arrabbiarti. Hai negato tutto quello che ho detto.

Ho sempre trascurato me stesso. Sono colpevole, l'ho accettato. Mi sono segnalato a me stesso.

La mia esistenza era per me una festa. Chi mangia troppo perde sempre soldi. La vita era una piccola visita.

Il tempo ha tradito tutto. Non mi hai capito, non essere triste. Il mio cuore è un soldato, abituato all'oppressione.

Le mie emozioni mi hanno colpito come un proiettile. Vivo, cado, la mia fine è alta, signore.

Un respiro della mia vita. Quante volte l'ho acceso e spento? Prima ho seppellito i miei problemi nella tomba.

Mangia il mio halva, sono tornato.

Ti salvi te stesso, dimentica il resto.

Comunque non l'ho sperimentato, ci sono abituato.

Non toccare le mie ferite irrisolte.

Non lasciare indizi, quelle tracce condurranno a un vicolo cieco.

Non arrabbiarti con te stesso, dipende tutto da me.

Credimi, la mia mente se n'è andata, non è affatto nel posto giusto. Ah, le strade appaiono di nuovo davanti ai miei occhi.

Forse è colpa mia. Non arrabbiarti.

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