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Copertina del brano NO SÉ

NO SÉ

3:13Album HIJOS DE LA RUINA VOL. 4 2026-01-16

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Descrizione

Compositore: Gonzalo Cidre Aranaz

Compositore: Fernando Hisado Maldonado

Compositore: Jorge Escorial Moreno

Compositore: Júlia Isern Tomás

Compositore: Pau Donés

Produttore: Pablo Gareta

Produttore: SokeThugPro

Arrangiatore: Jaackstone

Arrangiatore: BatzOut

Ingegnere della registrazione vocale: Pablo Gareta

Ingegnere della registrazione vocale: Alex Cappa

Ingegnere della registrazione vocale: The Iconics

Mixer: Pablo Gareta

Miscelatore: SokeThugPro

Maestro: Koar

Testo e traduzione

Originale

Yeah, yeah, yeah!
Ih. . .
No sé cómo estás, sé que me faltas.
Y aunque me joda, hay que decir que por ti todo lo apostaba y quedé sin nada, no sé por qué.
Vente conmigo al peor antro de la ciudad, en el que te encuentras lo mejor de cada portal.
Allí donde se esconden los que quieren olvidar y los besos saben a tabaco y a diazepam.
El rojo de tu boca y tu olor a mota, whisky a la roca, mi vida loca.
Aprender de la derrota y echarle pelotas, del sitio del que venimos, eso es -lo que nos toca.
-Por un beso de la flaca yo daría lo que fuera, y ahora no sé si los ojos de esa gata miran hacia cualquiera.
Hay heridas que no puedo coser para volver a ser ese que era antes de que tú me conocieras, y que la última vez que te fuera a comer sea como la primera.
Y ahora quiero vivir sin miedo al mañana, como si nada importara, tuve que alejarme a mi -pesar.
-Ya no puedo verte una vez más, si me miras, se me olvida hasta respirar.
Me quedé sin lágrimas de tanto llorar y lo que era un para siempre se quedó en nada.
En el salón escuchando blues, oliendo a Creed Aventus, bebiendo Grey Goose.
Sueño con el jet privado desde que iba en bus, ahora el parking del estudio parece Puerto
Banús. Si me llama el abogado, va news.
Yo le di la mano a Judas y ha acabado en la cruz. Cuando la cago, la pago, por eso hago más blues.
Solo puedo ver tu cara -cuando apago la luz. -Escribo desde el hoyo que yo me cavé.
No me juzguen, yo me la busqué.
Morí por gente que no he vuelto a ver, si es por el -arte, lo volvería a hacer.
-Vivo de los juegos que dejó el olvido, escribo poemas que no calmó el vino.
Besos que soñamos y que nunca dimos por miedo, -y ahora cuido como amigos.
-Ya no puedo verte una vez más, si me miras, se me olvida hasta respirar.
Me quedé sin lágrimas de tanto llorar, y lo que era un para -siempre se quedó en nada.
-Por los besos que no me -dabas. . . -Cuando más te necesitaba.
-Por volver a volar sin alas.
-Ya no puedo verte una vez más.

Traduzione italiana

Sì, sì, sì!
Io. . .
Non so come stai, so che ti manco.
E anche se mi dà fastidio, c'è da dire che ho scommesso tutto su di te e non mi è rimasto niente, non so perché.
Vieni con me nel peggior club della città, dove trovi il meglio di ogni portale.
Lì dove si nasconde chi vuole dimenticare e i baci sanno di tabacco e diazepam.
Il rosso della tua bocca e il tuo odore di erba, whisky on the rock, la mia vita folle.
Imparare dalla sconfitta e fregarsene, da dove veniamo, questo è quello che dobbiamo fare.
-Per un bacio da quella ragazza magra darei qualsiasi cosa, e adesso non so se gli occhi di quel gatto guardano verso qualcuno.
Ci sono ferite che non riesco a ricucire per tornare ad essere la persona che ero prima che tu mi incontrassi, e che l'ultima volta che stavo per mangiarti sarebbe stata come la prima.
E adesso voglio vivere senza paura del domani, come se nulla avesse importanza, dovessi andarmene mio malgrado.
-Non posso vederti ancora una volta, se mi guardi mi dimentico perfino di respirare.
Ho finito le lacrime per aver pianto così tanto e ciò che era per sempre non è servito a nulla.
In salotto ad ascoltare il blues, ad annusare Creed Aventus, a bere Grey Goose.
Ho sognato il jet privato da quando ero in autobus, ora il parcheggio dello studio sembra Puerto
Banus. Se mi chiama l'avvocato, fa notizia.
Ho stretto la mano a Giuda e lui è finito sulla croce. Quando faccio un errore, ne pago le conseguenze, ecco perché faccio più blues.
Riesco a vedere il tuo viso solo quando spengo la luce. -Scrivo dalla buca che ho scavato io stesso.
Non giudicarmi, l'ho chiesto io.
Sono morto per persone che non ho mai più rivisto, se fosse per l'arte lo rifarei.
-Vivo dei giochi che l'oblio ha lasciato, scrivo poesie che il vino non ha calmato.
Baci che sognavamo e che non abbiamo mai dato per paura, e ora mi importano come amici.
-Non posso vederti ancora una volta, se mi guardi mi dimentico perfino di respirare.
Avevo finito le lacrime per aver pianto così tanto, e quello che era un para-non è mai servito a niente.
-Per i baci che non mi hai dato. . . -Quando avevo più bisogno di te.
-Per volare di nuovo senza ali.
-Non posso vederti più.

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