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Descrizione
Produttore: Mike Defunto
Produttore: Sterza
Compositore: Michele Poli
Compositore: Lorenzo Puccioni
Paroliere: Gabriele Romanelli
Paroliere: Francesco Emanuele Clemente
Testo e traduzione
Originale
Baby, ricordo come fosse ieri le botte sopra i cellulari nascosto dai carabinieri.
Volevo dare un taglio ai miei pensieri, però ho ottenuto l'effetto contrario.
Adesso che ho solo aumentato i problemi credo che avesse ragione mio padre.
Eri un criminale, almeno secondo i giornali, ero in prima pagina sopra il giornale.
Chiesero nel mio paese chi fossi e risposero: "Un tipo da non frequentare".
Mamma se n'andò di casa, neanche potevo cercarla perché non potevo uscire di casa. Ho sempre vissuto la merda più pesa.
Cercano della droga, ma me la sono già fatta. Metto su la mia camicia e mi impicco con la cravatta.
So che la merda succede, ma mi chiedo quando passa.
La sto baciando da rockstar, la lingua passa una pasta. Ho la morte ad un palmo dal mio culo del cazzo.
Credo che sia in ritardo, doveva essere arrivata. Un cielo grigio spaventa le mie certezze di carta.
Chiedo solo di morire tra le braccia di mamma.
Siamo sotto lo stesso cielo grigio e anche stanotte resto appeso a un filo.
Sento i mostri dentro al petto, non respiro.
Non trovo più un motivo per fingere un sorriso, perché tanto qua è lo stesso cielo grigio. Ho provato di tutto per sentirmi vivo.
Avevo i mostri sotto al letto da bambino.
Non trovo più un motivo per fingere un sorriso. Spiange. Ricordo quei mesi, quanti soldi spesi.
La droga non mi si scollava di dosso.
Due gemelli siamesi, mentivamo sempre al posto di blocco, anche dopo una serata crazy.
C'era la neve da Capodanno a Ferragosto, vedevo gli alieni.
Vedevo i miei amici più grandi, forse gli anticorpi con i soldi sporchi. Altri amici, forse, tutti i giorni fino a diventare zombie.
In giro con le tasche piene di sassi, come giovanotti.
Certi giorni gli occhi rossi, certe notti le pupille enormi. Se fossi nato scemo sarei più felice.
Mi alzo triste tutti i giorni e vomito la bile, ma io non ci provo più a ritornare su.
Ho toccato il fondo più di un sub.
Siamo sotto lo stesso cielo grigio e anche stanotte resto appeso a un filo.
Sento i mostri dentro al petto, non respiro.
Non trovo più un motivo per fingere un sorriso, perché tanto qua è lo stesso cielo grigio. Ho provato di tutto per sentirmi vivo.
Avevo i mostri sotto al letto da bambino. Non trovo più un motivo per fingere un sorriso.