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Descrizione
La città è rumorosa e vivace, ma dentro c'è solo il vuoto, dove i suoni riecheggiano. Non ci sono più stelle, solo vetrine e ombre di passanti che sembrano animali. La vita cigola come una vecchia porta e il cuore sembra un biglietto sgualcito che ha perso la data di partenza. Tutto intorno sembra artificiale: l'aiuto, l'amicizia, persino l'euforia, come una chiamata da un call center che nessuno risponde.
Eppure in questa confessione c'è qualcosa di quasi commovente: questa onesta stanchezza, messa a nudo fino all'osso. L'insopportabilità dell'esistenza trasformata in ritmo, dove le parole crude suonano come una preghiera e il cinismo si rivela solo una maschera per nascondere la fragilità. La musica è come una sigaretta fumata sul balcone a tarda notte: amara, ma viva.
Testo e traduzione
Originale
Sadness.
A Milano non ci sono più le stelle, le persone si somigliano alle palpebre.
Se ti serve aiuto nessuno ti sente, come le chiamate del call center.
Ormai mi sveglio solo per inerzia, bevo il mondo e mi addormento sopra un parabrezza.
Pensa che tristezza, se non c'è la droga non c'è neanche più l'ebbrezza.
Mi hanno detto che non c'è una cura per quelli come me, nessuna terapia.
Non c'è una medicina per la mia malattia. Amaldi-vi-tà.
Voglio farla finita.
Ho il cuore stropicciato, spaccato a metà.
Sono già consumato per la mia età. Amaldi-vi-tà.
Sembro un pazzo, parlo da solo con il mio gatto perché non ho più nessuno accanto.
Sono uno stronzo col cuore d'amianto.
Perché il mondo mi ha reso egoista, fragile e materialista.
E per andare avanti ho dovuto tirare più palline di un tennista. Mi sono perso di vista senza neanche farlo apposta.
Delusioni dentro delusioni, sembro una matrioska.
Se la vita è una merda, io sono una mosca, un prigioniero chiuso in una gabbia di ossa.
Mi hanno detto che non c'è una cura per quelli come me, nessuna terapia.
Non c'è una medicina per la mia malattia. Amaldi-vi-tà.
Voglio farla finita.
Ho il cuore stropicciato, spaccato a metà.
Sono già consumato per la mia età. Amaldi-vi-tà.