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Copertina del brano Piangere a 90

Piangere a 90

2:352025-05-08

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Descrizione

Sembra che tutto sia stato capito sull'amore finché non arriva con le sirene dell'ambulanza e la sensazione confusa di aver esagerato con la sincerità. Le parole volano direttamente dalla pancia, non dalla testa, e il cuore non risponde più, come se fosse cucito con fili estranei. Eppure il riso torna sempre, anche attraverso un livido, la stanchezza, un fiore sconosciuto che si è trasformato in palla. In questa canzone il dolore non è un dramma, ma parte del gioco: si può piangere a novant'anni, si può amare e ridere di sé stessi. Tutto si è mescolato: orgoglio, tenerezza, assurdità. Ma da qualche parte in questo mix imperfetto, all'improvviso affiora il calore, quello stesso per cui valeva la pena gridare: "Ti amo, sei strana".

Testo e traduzione

Originale

Sono stanco, son Riccardo, son di fretta.

C'è mia mamma a casa che non mi aspetta.

Sono Blanco, sono stato pure in vetta.

Ho toccato il cielo e il dito si raffredda.

Non ho firmato per una vita in diretta.

Ogni donna che ho abbracciato non l'ho stretta.

Non sento più il brivido, ora c'ho il livido.

E io dovevo dirtelo, ma dirtelo di pancia. Non puoi rifarti il cuore come ti rifai le labbra.

E mi hai chiamato un taxi, è arrivata un'ambulanza.

Mi hai detto che hai scoperto che si piange anche a novanta. Quindi non c'è limite.

Posso ancor urlartelo: "Ti amo, sei strana".

Torni a sorridere.

Era quello che mi interessava.

Anche una scusa non regge più.

Io sono questo, mi hai scelto tu.

Io sono quello che il bello lo calpesta.

Io sono questo, una bambola di pezza.

Uno tra tanti nell'occhio del ciclone.

Non arrabbiarti, quel fiore era un pallone.

Uno di quelli che bucano a un signore.

E vincere, vincere, vincere non è destinazione.

E io dovevo dirtelo, ma dirtelo di pancia.

Non puoi rifarti il cuore come ti rifai le labbra. E mi hai chiamato un taxi, è arrivata un'ambulanza.

Mi hai detto che hai scoperto che si piange anche a novanta.

E quindi non c'è limite.

Posso ancor urlartelo: "Ti amo, sei strana".

Torni a sorridere.

Era quello che mi interessava.

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