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Copertina del brano OCCHIAIE

OCCHIAIE

2:53indipendente 2025-10-24

Altri brani di Carl Brave

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  2. Campioni di drammi
  3. Amore Disonesto
  4. MOZZICONI
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Descrizione

La città respira attraverso correnti d'aria e stanchezza neon. La luna pende sulle strade, come se avesse occhiaie sotto gli occhi dovute all'insonnia - le stesse di tutti coloro che si sono attardati in questa notte un po' più a lungo di quanto avrebbero dovuto. Tra le vetrine, volti estranei, freddo e sorrisi di plastica dei manichini che sembrano più vivi dei passanti. La musica vaga con il senzatetto: un po' ubriaca, un po' triste, ma ancora testarda - canta finché c'è aria. E in questa danza storta con il riflesso sull'asfalto bagnato, improvvisamente si insinua qualcosa di molto umano: una risata che suona come una richiesta di calore. La notte si appiccica agli occhi come fumo denso, ma da qualche parte sotto questa oscurità un pensiero si muove silenziosamente: il fondo è stato raggiunto, il che significa che non si può fare altro che risalire.

Testo e traduzione

Originale

Notte fonda, notte scura, nelle occhiaie della luna.

Occhiaie, occhiaie, occhiaie, occhiaie, occhiaie, occhiaie, occhiaie, occhiaie.

Mi siedo là, cammino storto come un clochard a via del Corso, tra le vetrine, la gente che passa, chi non lo guarda mai.

Questa città sembra un igloo, ripasso di là, non ci sta più.

L'hanno visto ballare con un manichino di Dolce & Gabbana in fondo alla strada.

Facce segnate dal freddo, da tristezze passate, imprigionate in un mondo come coperto di grate.

Di quel sorriso vuoto ormai rimasta un'ombra e muore piano piano, gocciole che affonda.

Che tristezza la risata di un barbone che dorme su un cartone, canta un ritornello, si drogga di un fischè-è-ello.

Beve da un vernello, stona una canzone che mi sembra parlasse di me, -parlasse male di me.

-Notte fonda, notte scura, nelle occhiaie della luna.

Occhiaie, occhiaie, occhiaie, occhiaie, occhiaie, -occhiaie, occhiaie, occhiaie.

-Mi siedo in alto, sotto quei ponti, davanti a un fuoco acceso col fiume che scorre.

Un cane bianco gli invecchia accanto. Per fargli caldo lo accarezza con un guanto.

Cer-cer-certa gente è trasparente per altra gente poi si spegne sotto il naso continuamente.

Stanno in mezzo ma non li noti, come compiacenti anime a vento.

Aquiloni sopra un incendio che li buca come una lama, li fa cascare giù di botto in mezzo alla strada.

Quando piove il fiume si alza, cambiare casa, cercare un posto nuovo per stanottata.

Che tristezza la risata di un barbone che dorme su un cartone, canta un ritornello, si drogga di un fischè-è-ello.

Beve da un vernello, stona una canzone che mi sembrava parlasse di me, -parlasse male di me.

-Notte fonda, notte scura, nelle occhiaie della luna.

Occhiaie, occhiaie, occhiaie, occhiaie, occhiaie, occhiaie, occhiaie, -occhiaie. -Al fuoco di Jim rimani così.

Mi dici dai sì, ma il solito drin. Chi è toccato il fondo può solo salì.

Chi è toccato il -fondo può solo salì, salì.

-Notte fonda, notte scura, nelle occhiaie della luna.

Occhiaie, occhiaie, occhiaie, occhiaie, occhiaie, occhiaie, occhiaie, occhiaie.

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