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Descrizione
Come se qualcuno avesse accidentalmente acceso il registratore proprio nel momento del monologo interiore. La voce suona calma, ma sotto si sente la stanchezza del costante "tutto a posto", dei cenni di assenso non per convinzione, ma per necessità. Il mondo intorno è bello, ma di plastica, come una vetrina dove le emozioni sono in saldo. La canzone profuma di città notturna dopo la pioggia, di riflessi di insegne al neon e di un sorso di vino bevuto non per gusto, ma "perché bisogna rilassarsi". C'è in essa un'ironia verso se stessa leggera, quasi tenera. Un riconoscimento sussurrato: "Sì, di nuovo fatto male, ma almeno onestamente". E da questo una strana sensazione di sollievo, come se ammettere la debolezza fosse anche una forma di forza.
Testo e traduzione
Il testo di questo brano non è stato ancora aggiunto.