Altri brani di Rancore
Descrizione
Cantante: Rancore
Produttore: Meiden
Ingegnere di missaggio, Ingegnere di mastering: Marco Zangirolami
Paroliere: Tarek Iurcich
Compositore: Mattia Crescini
Compositore: Cristiano Campana
Testo e traduzione
Originale
Ah, fantalonavo qui coatto nelle vie di Remoria, gubbicavo nel mio acquico di noia.
Come quei simulenti digitore di memorie continuavo a notticare tra magnolie.
Stavo in giro negli ambienti liminali, continuavo nei miei ra-pla-pla impazzire fino a snumera' in questa città di matti e sono certo, la gente nel -pubblico penserà: -Questo come fa a sapere quello che -pensiamo? -Eh, il pubblico penserà.
-Ma 'sta canzone che. . .
-Fanfolavo qui coatto nelle vie della carta come avessi la ragione in cellulosa, sì.
Io ho capito che hai capito, tu hai capito, riadattati, li per uranio impoverito, via distratti.
Qui in Italia va di moda buiolare lutti, questa cosa ce la vogliono copiare tutti.
Sono l'ultimo dei nubivaghi e dei bambulti, però io sono il Brio, sono il mago, yeah.
Ho un'idea sfumeggiante, rea del fatto che vi siete tutti quanti persi nella mia arimea. Come
Dante che canta un girone accatta girone, solo giri di parole, biri di girole.
Siamo i nuovi prodigeri di una controaltea, perché la vita è smegia, una garosa apnea.
Solo glossalì e una canzone d'un tema.
Se non ci hai capito niente non è mica un problema. Fanfole, girano le fanfole, suonano le fanfole, vi conosce tutta
Italia. Fanfole, girano le fanfole, volano le bambole, poi qualcuno le mitraglia.
Fanfole, girano le fanfole, suonano le fanfole, lì dove chi sbaglia spara.
Girano le fanfole, suonano le fanfole, presidente guarda e impara.
Girano le fan-fo-le, suonano le fan-fo-le.
Non capisci mai quando parlano e pensa che tu volevi dare la colpa a me. Girano le fan-fo-le, suonano le fan-fo-le.
Ci rubano tutto, poi scappano e adesso si meritano un testo che non c'è.
Ah, in giro una fanfuria di fandonie e trucchi, pieno di farfantini, di -fanfalucchi. -Fanculo.
Se la politica è un teatro, giuro sono dei geni. Siamo tutti Stefano Cucchi, Giulio
Regeni.
E guardo il mondo da uno block nello cromovismo che come i turbini di trottole rieparlano e quando chiedo spiegazioni annuiscono.
Capito, sì, come parlassi in arabo.
Adesso fammi un giro dei Tool, un tango, un blues.
Non sai più in quale gruppo l'hanno assunti.
È come se ogni volta ti mandassi confuso e tu capissi che ogni volta ti ho illuso.
E poi la rabbia ti portasse a quel punto a ricordare questo nome riassunto e che al tuo amico dici: "Guarda, questo è quello delle fanfole". Girano le fanfole, suonano le fanfole, vi conosce tutta
Italia. Fanfole, girano le fanfole, volano le bambole, poi qualcuno le mitraglia.
Fanfole, girano le fanfole, suonano le fanfole, lì dove chi sbaglia spara.
Girano le fanfole, servono più ancore, presidente guarda e impara.
Girano le fan-fo-le, suonano le fan-fo-le.
Non capisci mai quando parlano e pensa che tu volevi dare la colpa a me. Girano le fan-fo-le, suonano le fan-fo-le.
Ci rubano tutto, poi scappano e adesso si meritano un testo che non c'è.