Descrizione
Autore: Marco Chiappelli
Compositore: Francesco Bre
Produttore: Effebre
Strumenti: Effebre
Testo e traduzione
Originale
E schifo come i cani, la cibò che a tradimento.
Ogni volta poi domani, ancora mi ritrovo spento.
Ti odio perché non sei male, credevo di farti bene, ma sei solo tu la scema che mi ha cercato per una sera.
Le tue frasi di carta, l'emozione che passa, le corse con te per cadere di faccia.
Ma hai gettato solo sabbia negli occhi, vuoi giocare però poi non ti sporchi.
Dimmi te una calce, che cosa siamo io e te quando siamo io e te, io e te, io e te?
Ho fatto troppe volte finta di capirti, forse davo peso a ogni mio sbaglio.
Se penso al mio dolore gli sono iguali, andavi a spasso con i drammi in mano.
Mi spiazzi le gambe stavolta guarda, come una pista sul mare messo all'omaggio.
La voce si rompe quando mi parli, sei oltre il muro ma puoi toccarmi.
Se solo smettessi di guardarmi nel modo sbagliato, aprirei nuovi orizzonti di vita, perché non sto bene fuori ma solo in famiglia.
Non ho nient'altro che mi scompiglia, solo il passato che mi somiglia. Non ci rimane tempo, c'è fila.
Mi sa che arrivo in ritardo per l'ultimo salto con. . .
Le tue frasi di carta, l'emozione che passa, le corse con te per cadere di faccia.
Ma hai gettato solo sabbia negli occhi, vuoi giocare però poi non ti sporchi.
Dimmi te una calce, che cosa siamo io e te quando siamo io e te, io e te, io e te.
Le tue frasi di carta, l'emozione che passa, le corse con te per cadere di faccia.
Ma hai gettato solo sabbia negli occhi, vuoi giocare però poi non ti sporchi.
Dimmi te una calce, che cosa siamo io e te quando siamo io e te, io e te, io e te.