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Descrizione
Compositore: Gonzalo Cidre Aranaz
Compositore: Fernando Hisado Maldonado
Compositore: Jorge Escorial Moreno
Maestro: Koar
Produttore: BatzOut
Produttore: Pablo Gareta
Produttore: SokeThugPro
Produttore: PMP
Ingegnere della registrazione vocale: Pablo Gareta
Ingegnere di registrazione vocale: PMP
Ingegnere della registrazione vocale: SokeThugPro
Ingegnere della registrazione vocale: BatzOut
Mixer: Pablo Gareta
Miscelatore: PMP
Miscelatore: SokeThugPro
Miscelatore: BatzOut
Testo e traduzione
Originale
Si eres de la ruina, ven conmigo a la guerra.
No estamos de vuelta, estamos de vuelta y media.
Vuelven los tres, cuatro años después, para siempre como tinta en mi piel.
Otra vez viendo amanecer, otro martes 13, la nostalgia de ayer, para siempre como tinta en mi piel.
Yo ya era rapero cuando ser rapero te cerraba puertas.
Me da pena ver a los nuevos cogiendo esa mierda de ofertas, comprando cadenas con el adelanto pa' tapar su falta de esencia.
Pusimos la primera piedra pa' que caminaran sobre ella, pero se tropiezan.
Sé que quieren mi puesto, los ciegos envidian al tuerto.
No tiene sentido, lo siento, mañana te doy que no llevo na' suelto. Tu tipo empecé al pero, yo ya ni me acuerdo.
Cabrón, soy un perro, me quito el bozal y te escupo, te ladro y te muerdo.
La pena por dentro y la cadena por fuera.
Bajo esta noche negra juego con mis ojeras, tibias y calaveras, ruido de sirenas, ah.
Esta es la música que altera a las fieras.
Esos tres chavales sin dueño ni bandera, de aquellos ya decían que apuntaban maneras.
Lo mejor de cada casa, los raros de la escuela, las cabras en esta mierda, hoe, aunque les duela.
Tengo mil problemas y un castillo de arena, una calavera cuelga de mi cadena.
Vuelven los tres, cuatro años después, para siempre como tinta en mi piel.
Otra vez, otra vez.
La alegría y la pena de tres chicos cualquiera, por siempre como tinta en mi piel.
Traduzione italiana
Se sei rovinato, vieni con me in guerra.
Non siamo indietro, siamo indietro e mezzo.
Ritornano tutti e tre, quattro anni dopo, per sempre come inchiostro sulla mia pelle.
Riguardando l'alba, un altro martedì 13, la nostalgia di ieri, per sempre come inchiostro sulla mia pelle.
Ero già un rapper quando essere un rapper ti chiudeva le porte.
Mi rende triste vedere i nuovi accettare quelle offerte di merda, comprare catene con l'anticipo per coprire la loro mancanza di essenza.
Abbiamo posto la prima pietra perché potessero camminarci sopra, ma inciampano.
So che vogliono il mio lavoro, l'invidia cieca di chi ha un occhio solo.
Non ha senso, mi dispiace, domani ti dirò che non ho niente di sciolto. Ho iniziato con il tuo ragazzo, ma non ricordo nemmeno più.
Bastardo, sono un cane, mi tolgo il muso e ti sputo, ti abbaio e ti mordo.
Il dolore dentro e la catena fuori.
Sotto questa notte nera gioco con le mie occhiaie, tibie e teschi, suono di sirene, ah.
Questa è la musica che altera le bestie.
Quei tre ragazzini senza padrone né bandiera, già dicevano che indicavano delle strade.
Il meglio di ogni casa, i tipi strani a scuola, le capre in questa merda, puttana, anche se fa loro male.
Ho mille problemi e un castello di sabbia, alla mia catena pende un teschio.
Ritornano tutti e tre, quattro anni dopo, per sempre come inchiostro sulla mia pelle.
Ancora, ancora.
La gioia e il dolore di tre ragazzi qualsiasi, per sempre come inchiostro sulla mia pelle.