Altri brani di 8blevrai
Descrizione
Editore, Interprete Associato: 8blevrai
Autore non lirico: Otmen Belhouari
Compositore: Giorgio Spina
Compositore: Emanuele Venturini
Compositore: Matteo Rappollari
Montatore, produttore: WaveOff
Ingegnere Mastering, Ingegnere Mixing: Rappo
Editore: MAVE
Testo e traduzione
Originale
Sto scappando da una vita criminale, ma questa vita addosso mi rimane.
Latitante come Messina Denaro, solo casa mi può mettere a riparo.
Le speranze son finite, lampioni spenti nella via.
Ora ci danno delusioni, sì, ma da portare via. E non è easy. Io lo so, bro, ti capisco.
Dopo mille tentativi pensi: è meglio se la rischio.
Inizio il giro perché devo fare il pane, perché se arriva l'affitto in qualche modo devo fare.
E i sogni scappano, i soldi son quelli che ammazzano un sacco di ragazzini che alla fine non si salvano.
Popolo dentro le case popolari, finché il popolo diventa il caso umano bipolare.
A volte sole, a volte pioggia, a volte bene, a volte male, a volte il sapore del pesce ti ricorda che non è mare.
Sto scappando da una vita criminale, ma questa vita addosso mi rimane. Latitante come Messina Denaro, solo casa mi può mettere a riparo.
Abbiamo nome, abbiamo facce sul giornale, segno di una giornata andata male.
Condannato a far la guerra come Gennaro, cicatrici ci ricordano chi siamo.
Continuo a dire affanculo, continuo per la mia strada.
Dico grazie a nessuno, a me nessuno mi regala. Sai, qui non c'è l'ascensore, facciamo sempre le scale.
Non ci chiama l'amore, chiamano solo puttane.
Vita film Tarantino, la bionda se la tira. Le urla del mio vicino: vorrebbe farsi una riga.
Questa vita è un casino, questa vita è normale. Questa vita fa bene, questa vita fa male.
Mood life cascador, guido la vita senza casco.
Vorrei un buon segno come primo figlio maschio. Gli insegnerò che qui in qualche modo devi fare.
Ricorda, non siamo noi, ma la vita che è criminale.
Sto scappando da una vita criminale, ma questa vita addosso mi rimane. Latitante come Messina Denaro, solo casa mi può mettere a riparo.
Abbiamo nome, abbiamo facce sul giornale, segno di una giornata andata male.
Condannato a far la guerra come Gennaro, cicatrici ci ricordano chi siamo.