Altri brani di Umarell
Descrizione
Produttore: Martin Giovannella
Testo e traduzione
Originale
E bloccherò tra i contatti la famiglia di mio padre, come taglierò i rami dell'albero cancerogeno che cade.
Nella mia testa mi perdo e non voglio nessuno, tanto sono quanto sicuro che trovo da solo rifugio.
Dentro sputo rigore, agitazione e mi trattengo tutto mentre me ne vado a lezione.
Ti ho detto che stavo male per delle settimane, invece stavo bene.
Eccome.
E siccome le cose non vanno mi son fatto un'armatura, ora sono un carro armato pronto a sparare.
Pronto a sparare, pronto a sparare, pronto a sparare.
Sono un oggetto, sono un malessere, eh! sono un essere maledetto.
Come no? Prego qualcuno mi aiuti o qualcuno mi salvi da me stesso. Fenomeno!
Non ho alcuna dipendenza, non una, ma ho una matrice violenta non una, e se tu ora mi ascolti capirai che la testa è la mia salvezza. Mi hai detto no.
Mi dicevi che eri indecente quando avevi i capelli lunghi.
Ora coi capelli corti mi sento più bello.
Nel mio cranio ora c'è un becco.
Stai attento, ci hai lasciato un dente la notte che mi hai mangiato il cervello.
Bellissimo, sei la mia bellino. Lo senti?
Bellissimo.
E amo tanto Mari e mi piace quando sorride, sta ridendo adesso.
E niente, oggi piango, ma è tutto merito tuo.
Ogni mio sentimento e ogni mio risentimento stanno in quel documento che ti ho spedito a giugno.
Sulla crescita e sull'odio, dannato sei il tuo orgoglio.
Io sono un orologio che ha ragione due volte al giorno.
Vengo da una terra che non mi appartiene.
Ora al piede porto una catena che mi -detiene. -Ciao.
Orecchie aperte, economista e ingegnere.
Ti prego, faccia come tutti e si metta sereno.