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Descrizione
Il treno va chissà dove, e i pensieri, come valigie senza manico, lo seguono a fatica, come se volessi lasciarli andare, ma mi dispiace. Il mondo sfreccia fuori dalla finestra, mentre dentro c'è una quieta disputa tra chi vuole sembrare forte e chi vuole solo tirare il fiato. Tutto sembrava andare secondo i piani: nuove città, nuovi volti, e l'abitudine a essere "in movimento" era diventata una sorta di armatura. Solo sotto di lei vive ancora chi sognava di volare, ma ora preferisce semplicemente non cadere. Una paradossale sensazione di calma, come se la vita mi avesse davvero insegnato a stare in piedi senza drammi inutili. Jeans al posto di costumi costosi, onestà al posto delle pose. Non c'è bisogno di essere qualcun altro per rimanere se stessi, anche se per farlo bisogna fingere di essere sicuri.
Testo e traduzione
Originale
Eh, eh, eh, easy.
Uè, uè, uè, uè, uè, uè, uè, uè, uè.
Filtra la luce dall'alto e sembra quasi bello.
Non mi piace ma un cazzo, ma stamattina è diverso. Cosa mi gira il cervello?
Ruota non gira se penso già male, pensa che ho il mare che dove ci lascia affogare le pare così ci chiariamo.
Ogni accento ha il suo posto, ogni aceto ha il suo mosto.
Ho il diabete ed è un mostro.
Foglie secche nel bosco, scricchiolii nel corso.
Quando ci separiamo, ritornare a casa quando il sole cala piano e dopo i bandire di tavole, strade, sparire, tornare, fuggire, morire per vivere meglio, per vivere in tempo, per vivere nel tempo, per vivere nel tempo sul serio.
Le macchine in mezzo, le mani col medio, le raffiche, il vento, rimani o rimedio, rimari che ho dietro, rivali che freno, rivalse di amici che ho carico dietro.
Non ti sento da giorni e sono in viaggio da solo e non pretendo che torni, ma nemmeno che volo perché quando plano dall'alto vedo il mondo davvero, tu vai piano, io parto, tanto già lo sapevo che se qualcuno mi dà la forza, fra, mi rafforzo così, fai.
E nessuno mi dà la forza ma me la cavo così tra vesto le vesti di uomini chic nei sogni ma nella realtà vesto jeans, non scendo con sci ma esco con chi dimostra di sapermi capire appieno.
Io pensavo a me e a te, stesi nudi nel letto.
Le coperte non le voglio perché coprono l'orgoglio, quindi prendo da te e tu prendi da me come fosse il nostro giorno, come stessimo sparendo in un secondo io e te.
In ritardo di mesi affitto, mi ricordo di me da piccolo.
Ogni cosa che vorrei non ce l'ho, ogni rosa che vende ha vinto, ogni posa che scatti è peso, ogni cosa che spacchi è nero, ogni canna che faccio è un problema in meno, ogni volta che spacco, mi spacco sul serio.
Si mangia ma mangiar da solo mi stanca come ogni volta da solo in sta stanza, immerso nel buio, quintali di carta pesta, bestia calda, la mia palestra di note, di notte la fronte si bagna, ma chi se ne fotte dell'acqua?
La lacrima in viso se incido, sorrido se spacca, se è 'st'acqua non devo pagarla.
E non sei come me, non hai dormito in stazione con me, non hai chiamato gli amici per sapere se c'era un letto, anche bruciato, anche malmesso.
Non ho mai messo un soldo, fra, solo perché non l'avevo.
E non c'è pronto soccorso, solo la luce che arriva dal cielo.
E non ti sento da giorni e sono in viaggio da solo e non pretendo che torni, ma nemmeno che volo perché quando plano dall'alto vedo il mondo davvero, tu vai piano, io parto, tanto già lo sapevo che se qualcuno mi dà la forza, fra, mi rafforzo così, fai.
E nessuno mi dà la forza ma me la cavo così tra vesto le vesti di uomini chic nei sogni ma nella realtà vesto jeans, non scendo con sci ma esco con chi dimostra di sapermi capire appieno.
Io pensavo a me e a te, stesi nudi nel letto.
Le coperte non le voglio perché coprono l'orgoglio, quindi prendo da te e tu prendi da me come fosse il nostro giorno, come stessimo sparendo in un secondo io e te.
Eh, eh, eh, easy. Uè, uè, uè, uè, uè, uè, uè, uè, uè.