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Descrizione
Una sigaretta schiacciata sul ciglio della strada, alla luce delle finestre dell'ospedale, come se qualcuno avesse cercato di cancellare la notte, ma fosse riuscito solo a macchiarla. L'aria è densa, impregnata di benzina e rimpianto. I suoni qui non si affrettano a diventare una canzone: tremano come un mozzicone nel palmo della mano, come un'incerta pausa tra "ancora" e "basta". Tutto sembra semplice: volti stanchi, il riflesso dei fari, un'intonazione rauca, ma da qualche parte si insinua la sensazione che sia un addio. Con la città, con se stessi, con qualcuno che non hanno mai nominato. E che la musica vacilli come un passo dopo una notte insonne, c'è in essa una strana calma: come se dopo una lunga caduta avesse finalmente toccato terra. Sceneggiatore e regista: Bendo (Lorenzo Silvestri e Andrea Santaterra) Produttore esecutivo: Antonio Giampaolo Operatore: Marco "nozpa" Spano Colorista: Alessandro Rocchi Organizzatore generale: Riccardo Federico Responsabile di produzione: Gianmario D'Eramo Capo produzione: Livia Gabriotti Scenografo: Alessandro Iacopelli Operatore di messa a fuoco: Lorenzo De Marco Assistente operatore di macchina: Matteo Aloisi Assistente video: Giuseppe Gentili Capo elettricista: Vincenzo Fiorini Elettricista: Teodor Dancu Capo macchinista: Federico Coppo Macchinisti JIB: Francesco Marchi, Gabriele Di Giacomo Assistente macchinista: Alessandra Voglino Costruttori: Ermanno Stasi, Giorgio. Rodino, Franco Esposito Artisti: Mario Pizzari, Leonardo Greco. Trucco: Beatrice Leucadito. Capo progetto: Ivano Del'Omo Fotografo di scena: Giuseppe Maffia Servizio autista: Alessandro De Vena
Testo e traduzione
Originale
All'improvviso sei volata via
Lasciando indietro una nuvoletta
Almeno meritavo una bugia, chessò
Almeno l'ultima sigaretta
Siamo due fiori cresciuti male
Sul ciglio della tangenziale
All'ombra di un ospedale
Te l'ho già detto una volta, mi ricordavi il mare
Le luci di Natale, gli schiaffi sul sedere e lo spazzolino uguale
La Panda manuale, bruciare in una notte
Come una cattedrale
E non è colpa mia
Se tutta questa luce, luce, luce
Non ti illumina più dentro casa mia
E non è colpa tua
Se tutti questi destri, destri, destri al muro
Non ci fanno ritornare lì
A quei momenti lì
A quando andava tutto a gonfie vele
E mi faceva stare bene
Che mischiavi romano e l'inglese
Te l'ho già detto una volta, mi ricordavi il mare
Gli occhiali di mia madre, le 4:00 del mattino
Le Winston Blue smezzate, le facce come zombie
Svegliarti mentre dormi, come le cazzo di zanzare
E non è colpa mia
Se tutta questa luce, luce, luce
Non ti illumina più dentro casa mia
E non è colpa tua
Se tutti questi destri, destri, destri al muro
Non ci fanno ritornare lì
A quei momenti lì
E non è colpa mia
Se tutta questa luce, luce, luce
Non ti illumina più dentro casa mia
E non è colpa tua
Se tutti questi destri, destri, destri al muro
Non ci fanno ritornare lì
A quei momenti lì
A quei momenti lì
A quei momenti lì
A quei momenti lì