Altri brani di Venerus
Altri brani di Calibro 35
Altri brani di MACE
Descrizione
Il mondo si blocca tra un respiro e un bacio, in questo spazio fragile dove i sentimenti si nascondono dietro un'ombra distratta e uno sguardo troppo intelligente. Tutto sembra semplice: non fate rumore, non correte, guardate solo fuori e fingete di essere adulti finché il vostro cuore non ci tradisce con il suo ritmo. La musica suona come un vecchio pianoforte per strada con una storia stonata ma onesta.
Ogni riga è come un passo attraverso una città vuota, dove aleggia ancora il ricordo delle mani di qualcuno. La tenerezza diventa quasi fisica, sfiora la pelle, come l'aria dopo la pioggia. E tra chilometri di distanze, quello stesso riconoscimento avviene all'improvviso non con la mente, ma con la pelle, il respiro, il silenzio. Quando l'amore non ha bisogno di prove, perché anche nelle sue imperfezioni suona come la verità.
Artisti associati: Venerus, Calibro 35, MACE.
Compositore, paroliere: Andrea Venerus
Compositore, paroliere: Enrico Gabrielli
Compositore, paroliere: Fabio Rondanini
Compositore, paroliere: Massimo Martellotta
Compositore, Produttore: Tommaso Colliva
Compositore, paroliere: Luka Cavina
Compositore: Simone Benussi.
Testo e traduzione
Originale
Non conta ciò che fai, basta non far rumore
Ho costruito un porto dove la città muore
Non conta dove vai, basta che guardi fuori
Ho scritto una canzone da dare ai nostri cuori
E non importa se abbiamo finto di esser grandi
Perché una storia senza inizio non c'è
Quando ho preso casa dietro via del Fico
Un vecchio pianoforte che ci è stato amico
Abbiam raccolto un angelo in piazza San Pietro
Che aveva un'ala rotta e l'anima di vetro
Ed ogni volta che ci immaginiamo più vicini
Io quasi sento il tuo respiro su di me
Tu non mi baci mai se non lo faccio io
Scappi un po' dal tuo umore, se vuoi ti presto il mio
Se questo non è amore, di certo ci somiglia
Perché pensiamo troppo, ma il cuore non si sbaglia
Ed ogni volta che rivedo in foto la tua bocca
Io sogno di esser gocce d'acqua per te
Di infiniti rumori con gli occhi
Tu resti, nasconditi, ancor più dolce
Chilometri e chilometri a disperdere e disperdersi
Perdersi e disperdersi, trovarsi e ritrovarsi
Volersi sentire nudi, volersi trovare insieme, pelle su pelle
Su labbra su pelle
Mentre gli occhi si inseguono, mentre gli occhi respirano
Ascoltare, ascoltarsi, ascoltarci, scomparire
Partecipando ai concerti più remoti del mondo
Che non è terra ma universo
Cercando conforto, memoria di affetto e le forme che ti compongono
Ho solo un po' di timore che non ti basto io
Che parlo ancora al cielo anche se ho perso Dio