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Descrizione
Ci sono storie che sembrano vecchie fiabe, ma senza un lieto fine. Sembra che ci sia una persona misteriosa: con le guance arrossate, uno sguardo eternamente strano, una sorta di libertà aliena, non umana. E all'inizio tutto questo ti attira, come per magia. Ma poi si scopre che la magia può mordere.
La musica si mantiene su questo fragile equilibrio: ricordo e malinconia, confessione e tentativo di lasciar andare. “Non eravamo chi pensavamo di essere” - suona come un ritornello che si può ripetere all'infinito, ma che non rende le cose più facili. Eppure c'è una dolcezza - non vendetta, ma una calma osservazione di come la vita degli altri scorre, senza più cercare di intervenire. Sembra che il dolore sia rimasto, ma ora suona come una strana ninna nanna per due sognatori un tempo ingenui.
Testo e traduzione
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