Descrizione
Fuori è agosto, ma dentro c'è una tempesta. Una tempesta strana, casalinga, con l'odore della polvere nell'armadio e foglie sul letto. Sembra che sia tutto finito, ma i resti del passato si aggrappano ostinatamente agli occhi: vecchi orecchini, una giacca di jeans sullo schienale di una sedia, biscotti che hanno ceduto al tempo da tempo. Anche gli stupidi litigi e gli eserciti di gatti di peluche diventano reperti museali: non si possono toccare, ma non si possono dimenticare.
In ogni riga si sente un misto di autoironia e onestà: “sì, tutto è andato in pezzi, ma almeno qualcosa è rimasto”. E in questo «meglio di niente» non c'è tragedia, solo stanchezza umana e un po' di calore. Come se il caos dopo la tempesta sembrasse improvvisamente accogliente, perché in esso c'è ancora il ricordo di ciò che un tempo era vivo.
Regista e montatore: Davide Barbafiera
Assistenti: Luca Oldani, Federico Chini
Direttore della fotografia: Andrea Vignali
Truccatore: Tommaso Paolichki
Luogo: Vevey-al-Mare di Ortis, 1991
Testo e traduzione
Originale
Braulio mi guarda attraverso il bicchiere.
Fuori è agosto, ma dentro la neve.
Te ne sei andata, hai fatto bene.
Mi guardo intorno e cosa rimane?
Foto e ricchi, qualche regalo, due dita di polvere dentro l'armadio dove i tuoi vestiti si muovono ancora.
Tengo la luce accesa perché ho paura.
Rimane un vuoto allucinante, rimane poco, ma è meglio di niente.
È meglio di niente.
Meglio di niente.
È meglio di niente.
E non c'è rancore che valga la pena, non c'è ricordo che non sia una lama.
È stato bello, è stato brutto, pieno di gatti, peli dappertutto, balli mancati, offese ed insulti, pieno di ragni, pieno di rutti.
La mano destra, il pugno sinistro, rimane la salvia e questo disastro è colpa mia, probabilmente non vuol dire nulla, ma è meglio di niente.
È meglio di niente.
Meglio di niente.
È meglio di niente.
Questa canzone l'ho sognata come McCartney e Yesterday.
Certo non è la stessa cosa, ma il subconscio non mente, non è divertente sapere che tutto è andato per sempre.
Ma è meglio di niente.
È meglio di niente.
Meglio di niente.
Ragni e tele ovunque, le foglie sul letto, la menta che muore ed il tuo giubbotto, la bici appoggiata, i biscotti ammuffiti, una palestra in veranda, i gatti basiti e noi due sconfitti, e noi due sconfitti, e noi due sconfitti. Da cosa non so.